Radici comuni, nuove sfide: Cantina Rauscedo guarda al futuro del vino attraverso innovazione, qualità e cooperazione.

Mercati, nuove tendenze di consumo e sostenibilità al centro del convegno organizzato nell’ambito di “Le Radici del Vino”, in occasione del 75° anniversario della cooperativa.

Quale futuro attende il settore vitivinicolo? Come stanno cambiando le abitudini dei consumatori e quali strategie possono adottare le imprese per affrontare un mercato in continua evoluzione? Sono queste alcune delle principali questioni affrontate durante il convegno “Radici comuni, nuove sfide”, organizzato da Cantina Rauscedo nell’ambito dell’evento Le Radici del Vino.

L’incontro ha rappresentato un’importante occasione di confronto, riunendo protagonisti del mondo del vino, dell’economia e della promozione internazionale per approfondire le trasformazioni che stanno interessando il settore vitivinicolo e individuare nuove opportunità di crescita. Dall’evoluzione dei mercati ai cambiamenti nelle abitudini di consumo, dalla sostenibilità all’innovazione tecnologica, il dibattito ha evidenziato la necessità di coniugare capacità di adattamento, competitività e valorizzazione delle identità territoriali.

Le radici della cooperazione, una visione per il futuro

Ad aprire il convegno è stato Antonio Zuliani, Presidente di Cantina Rauscedo, che ha sottolineato l’importanza dell’iniziativa come occasione per condividere l’identità della cooperativa e i valori che ne guidano l’attività.

«In un momento in cui i mercati attraversano una fase di contrazione e profondi cambiamenti, la nostra forza risiede nella capacità di continuare a investire in tecnologia, sostenibilità e qualità, mantenendo sempre salda la consapevolezza della nostra identità. Siamo una comunità di uomini e donne che lavorano per un obiettivo comune, condividendo responsabilità, competenze e visione. Operiamo in armonia con la natura, mai contro di essa, perché il vino di Rauscedo nasce innanzitutto dalla terra e dalla vigna. È da queste radici che continuiamo a costruire il nostro futuro».

Una visione che mette al centro le persone, il territorio e la cooperazione: elementi distintivi di un modello imprenditoriale che da 75 anni accompagna lo sviluppo della viticoltura locale.

Mercati internazionali, tendenze di consumo e nuove opportunità

Il convegno ha visto la partecipazione di autorevoli relatori, ciascuno dei quali ha offerto una prospettiva differente sulle dinamiche che stanno caratterizzando il settore vitivinicolo a livello nazionale e internazionale.

Il primo intervento è stato quello di Matteo Zoppas, Presidente di ICE – Agenzia per la promozione all'estero e l'internazionalizzazione delle imprese italiane, collegato da remoto per approfondire il ruolo dell’export e della promozione internazionale, con particolare attenzione alla capacità dei vini del Friuli di rappresentare nel mondo l’eccellenza enologica italiana.

Denis Pantini, Responsabile di Nomisma Wine Monitor, ha analizzato l’evoluzione dei mercati globali e delle tendenze di consumo, mentre Alessio Planeta ha condiviso la propria esperienza sul rapporto tra identità territoriale, innovazione e competitività.

Spazio anche ai temi della comunicazione e della costruzione del valore percepito del vino, con gli interventi del Master of Wine Gabriele Gorelli e di Christian Maita, Miglior Sommelier d’Italia AIS 2023.

A completare il programma sono stati Flavio Geretto, Direttore Generale di Cantina Rauscedo, e Yuri Zambon, Direttore dei Vivai Cooperativi Rauscedo, che hanno illustrato l’esperienza del sistema Rauscedo: un modello capace di integrare produzione, ricerca, innovazione e cooperazione lungo l’intera filiera vitivinicola.

Innovare senza perdere la propria identità

Tra i temi centrali emersi durante il confronto, la necessità di rispondere tempestivamente ai cambiamenti del mercato, sviluppando modelli imprenditoriali capaci di coniugare qualità, sostenibilità e competitività.

«In un momento in cui i consumi sono in calo, la risposta non può che essere quella di produrre ciò che il mercato richiede, rimanendo fedeli alla nostra vocazione produttiva e all’identità che da sempre contraddistingue Cantina Rauscedo», ha sottolineato Flavio Geretto, Direttore Generale della cooperativa.

In questo contesto, i soci della cooperativa rivestono un ruolo fondamentale. Rappresentano il principale patrimonio umano e produttivo della realtà aziendale, oltre a costituire una preziosa fonte di conoscenza delle dinamiche territoriali e delle nuove esigenze del mercato.

In quest’ottica, la denominazione Friuli DOC rappresenta un asset strategico, grazie alla sua versatilità e alla capacità di rispondere alle nuove tendenze di consumo, valorizzando al contempo l’identità vitivinicola del territorio.

Guardando ai prossimi anni, Cantina Rauscedo immagina un’attività sempre più articolata attorno a due pilastri complementari: il vino sfuso e il vino imbottigliato. Due espressioni della stessa realtà aziendale, accomunate da una filosofia condivisa e da un unico principio guida: la qualità.

75 anni di storia, uno sguardo rivolto al futuro

Il convegno ha rappresentato uno dei momenti centrali delle celebrazioni per il 75° anniversario di Cantina Rauscedo, ribadendo il valore della cooperazione come motore di crescita e sviluppo per l’intera filiera.

Un’occasione per ripercorrere il cammino compiuto, ma soprattutto per riaffermare una visione di lungo periodo fondata sulle persone, sulle competenze condivise e sulla capacità di innovare nel rispetto del territorio e delle origini della cooperativa.

Per Cantina Rauscedo, il futuro del vino si costruisce proprio così: partendo dalla solidità delle proprie radici, interpretando il presente e affrontando con fiducia e consapevolezza le sfide di domani.

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